ECM - Nuovo sistema al via
Roma, 20 gen. (Adnkronos Salute) - Il nuovo sistema per l'educazione medica continua può partire. E' stato infatti approvato dalla Commissione nazionale Ecm il regolamento applicativo della nuova fase dell'aggiornamento obbligatorio degli operatori sanitari, come previsto dall'accordo approvato a novembre scorso dalla Conferenza Stato-Regioni. Si tratta di un 'manuale' per i provider che, dopo, diverse limature e aggiustamenti per la complessità della materia, permetterà ora di ripartire sulle nuove linee previste. In arrivo, inoltre anche un altro documento, preparato dalla Commissione Ecm, che indica le sanzioni per le violazioni, a seconda che siano lievi, gravi o molto gravi, e che è già alla firma del ministro della Salute Ferruccio Fazio. La nuova Ecm, insomma, è pronta a entrare a regime. E nei prossimi mesi sono previsti - a quanto apprende l'ADNKRONOS SALUTE - anche gli incontri con le parti sociali per la definizione di eventuali incentivi ai diversi operatori della sanità. Il nuovo sistema, ricordiamo, introduce alcuni elementi fortemente innovativi a partire dall'accreditamento dei provider e non più degli eventi come invece è stato nella lunga fase sperimentale, partita nel 2002. Si inserisce e si regolamenta, inoltre, la formazione a distanza e si dà forza a quella 'sul campo' mentre un nuovo organismo, il Comitato di garanzia, servirà ad assicurare l'indipendenza dell'Ecm dal sistema di sponsorizzazione. Sono previsti, poi, obiettivi di formazione nazionali e regionali. Su tutto questo interviene il regolamento appena approvato, che offre dettagliatissime indicazioni su "come, chi e dove" della formazione continua e 'guida' i provider in tutte le procedure. Ma non sarà però un testo 'intoccabile'. E' previsto infatti l'aggiornamento periodico, in base alle esperienze legate alla sua applicazione. Oltre a definire i principi e i ruoli, il manuale precisa nel dettaglio le modalità di accreditamento del provider, la tipologia di ente (aziende sanitarie, università, società scientifiche, Ordini professionali, eccetera), i requisiti minimi del provider, gli obiettivi formativi, il numero di crediti, le regole per gli sponsor e la pubblicità e contro i conflitti d'interesse. La Commissione nazionale ha prodotto anche due documenti specifici: uno per la formazione sul campo, l'altro sui criteri per l'assegnazione dei crediti.
Roma, 22 gen. (Adnkronos Salute) - Nella nuova Ecm, l'educazione medica continua, la 'formazione sul campo' sarà uno dei pilastri fondamentali per garantire il miglioramento delle competenze specifiche, ma anche la qualità dell'aggiornamento degli operatori sanitari. Le regole per questa formula di apprendimento sono state appena pubblicate dalla Commissione nazionale Ecm. Dettagliate le indicazioni per formarsi con attività pratiche nel proprio ambiente di lavoro e stringenti i criteri con cui vengono assegnati i crediti per queste attività che hanno, oltre allo scopo di migliorare la professionalità individuale, anche quello di ottimizzare i ruoli nelle organizzazioni delle strutture di riferimento e di elevare sicurezza e qualità dei servizi. Il documento che detta le nuove regole ha richiesto un lavoro certosino da parte della Commissione Ecm che ha voluto assicurare, con indicazioni precise, un livello formativo elevato per questo tipo di aggiornamento, anche per evitare che diventasse un 'puntificio', utilizzato solo per assegnare i crediti per la normale attività lavorativa. Ed è con questo obiettivo che al provider viene chiesto di definire i tempi dell'attività formativa che vanno comunque progettate "con atto formale" e "valutate nel loro impatto formativo". E' prevista una scheda per consentire una valutazione "obiettiva e uniforme" e "un quadro complessivo dell'evento". La formazione sul campo deve avere "un elevato livello di interattività" e dare la possibilità di applicare quanto imparato "nell'esercizio professionale e nel contesto organizzativo". La Commissione Ecm ha stabilito anche le tipologie di formazione sul campo accreditabili, che sono quattro: attività di training individualizzato (con la presenza indispensabile di un tutor per ogni persona); partecipazione a gruppi di lavoro-studio, a gruppi di miglioramento e a commissioni o comitati; partecipazione a ricerche; audit clinico e/o assistenziale. E sono quattro anche i i criteri su cui si basa la valutazione di queste attività: la rilevanza dell'iniziativa per l'organizzazione che la propone; tipo di formazione; complessità e durata dell'iniziativa; impegno individuale del professionista.