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PostHeaderIcon MALFORMAZIONE DI ARNOLD-CHIARI

Descrizione: 

Chiari, tra il 1891 e il 1896 ha descritto quattro tipi di malformazioni che condividono come segno comune la dislocazione delle tonsille cerebellari.

Sistemi coinvolti: 

SNC.

Epidemiologia incidenza e prevalenza età prevalente sesso: 

In Italia: ignota. Infanzia. Non preponderanza di sesso.

Genetica: 

Nessuna alterazione genetico-molecolare finora caratterizzata.

Cause Fisiopatologia: 

Lo stiramento del bulbo e del cervelletto verso il basso è probabilmente legato alla trazione esercitata dall’ancoraggio del cono midollare alle pareti di un mielomeningocele (simultanea erniazione del midollo spinale e delle meningi da cui è avvolto, che affiorano alla superficie cutanea lungo la linea mediana della schiena).
Per questo motivo, durante l’accrescimento non si verificherebbe, come di norma, l’ascesa del midollo spinale che, anziché risalire fino alla seconda vertebra lombare, resterebbe fissato in basso, dislocando caudalmente anche il resto del nevrasse. Una seconda ipotesi patogenetica, invece, interpreta la malformazione come un’ernia del cervelletto attraverso il forame occipitale, provocata da un idrocefalo ipertensivo dovuto ad un insufficiente drenaggio del liquor attraverso i forami di Luschka e Magendie.

Fattori di rischio: 

Presenza di mielomeningocele.

Manifestazioni cliniche sintomatologia e segni: 
  • Arnold-Chiari di tipo I. È caratterizzata dalla anomala protrusione delle tonsille cerebellari (strutture che fanno parte del cervelletto) attraverso il forame magno nel canale spinale, che esercita una compressione a carico del midollo spinale e della parte inferiore del tronco encefalico; talvolta accompagnata da risalita rostrale del midollo. Spesso è descritta in associazione alla siringomielia (formazione di una cavità centrale contenente liquor nello spessore del midollo spinale). Va considerato che una lieve ptosi delle tonsille cerebellari è normale nell’infanzia ed i valori normali diminuiscono con l’aumentare dell’età (distanza dal forame magno si riduce di 1 mm a partire da 6 mm nella prima decade, tra la seconda e la terza, tra la quarta e l’ottava e dopo la nona). In genere la discesa delle tonsille cerebellari al di sotto del forame magno si verifica secondariamente alla presenza di masse intracerebrali o per una sindrome da ipotensione liquorale. Può essere asintomatica oppure associarsi a cefalea, disturbi visivi, complicanze neuro-otologiche, disfunzione dei nervi cranici, sleep apnea syndrome.
  • Arnold-Chiari di tipo II. Caratteristiche della Chiari tipo I, oltre a protrusione nel canale spinale di una parte del IV ventricolo e del tronco cerebrale. Talvolta questi pazienti presentano mielomeningocele.
  • Arnold-Chiari di tipo III La malformazione comporta una dislocazione del cervelletto e del tronco all’interno di un meningocele infratentoriale.
  • Arnold-Chiari di tipo IV. Ipoplasia del tronco e del cervelletto più che dislocazione delle stesse strutture; potrebbe rappresentare una variante della malformazione di Dandy-Walker.

I pazienti con malformazione di Arnold-Chiari possono frequentemente presentare idrocefalo (l’idromielia è l’anomala dilatazione del canale spinale centrale che comunica sempre con il quarto ventricolo), siringomielia (cavità all’interno del midollo) o siringobulbia (cavità all’interno del tronco) oppure talvolta sono presenti delle malformazioni ossee come l’impressione basilare, occipitalizzazione dell’atlante o spina bifida a livello di C1. in genere in questi casi, da un punto di vista clinico, possono essere presenti segni motori, sensitivi e sfinterici da vie lunghe con alterazione dei riflessi suggestivi di mielopatia oltre a sintomatologia dolorosa.
Si tratta in realtà di una combinazione di segni motori di II neurone di moto a livello della lesione (generalmente a carico degli arti superiori e dei nervi cranici caudali), un disturbo della sensibilità sospeso e “dissociato” (compromissione della sensibilità termo dolorifica ed integrità di quella superficiale e profonda) e segni di fascio lungo al di sotto della lesione.

Decorso: 

RM encefalo e midollo spinale (nelle sequenza sagittali) oltre alla RM encefalo con studio del flusso liquorale che evidenzia in genere una pulsazione a livello del forame magno sincrono con la sistole e la diastole.

Diagnosi: 

Paraparesi spastiche.

Diagnosi differenziale: 

Laboratorio non contributivo ai fini diagnostici.
Anatomia patologica non contributiva ai fini della diagnosi. Clinica, obiettività neurologica e RM.

Indagini laboratorio anatomia patologica procedure diagnostiche: 

Vedi “Diagnosi”.

Imaging radiologia endoscopia: 

Chirurgico esclusivamente.

Trattamento: 

Interventi decompressivi a carico della giunzione atlo-occipitale.

Misure generali chirurgiche: 

Nessuna.

Misure generali igienico dietetiche: 

Nessuno.

Farmaci di scelta: 

Tetra/paraparesi spastiche.

Complicanze: 

348.4 Arnold-Chiari Tipo I;
741.0 Arnold-Chiari Tipo II;
742.0 Arnold-Chiari Tipo III;
742.2 Arnold-Chiari Tipo IV.