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Studio Latina
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Martedì 09.30 - 11.00
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Studio Sabotino Residence Foceverde

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Martedì 07,30 - 09,00
Mercoledì

07,30 - 09,00

Giovedì 15,30 - 17,00
Venerdì 15,30 - 17,00

 

PostHeaderIcon SINDROME DA ANTICORPI ANTIFOSFOLIPIDI

Descrizione: 

La sindrome antifosfolipidi è una condizione che può essere responsabile di coagulazione intravascolare a livello arterioso e venoso, con le conseguenze che ne derivano, a seconda del distretto interessato dal processo trombotico. La formazione dei trombi può interessare le vene delle gambe (trombosi venosa profonda), o la componente vascolare di organi quali i reni o i polmoni, encefalo, cuore, fegato; il danno deriva da estensione e localizzazione del trombo.
Il problema è nel sistema immune che produce erroneamente anticorpi diretti contro alcune proteine presenti nel sangue.
I farmaci agiscono riducendo il rischio di formazione del trombo.

Sistemi coinvolti: 

Sistema ematico, s. vascolare, reni, polmoni, encefalo, cuore, fegato.

Epidemiologia incidenza e prevalenza età prevalente sesso: 

Sono più frequentemente interessate le donne giovani o di media età, anche se la sindrome può svilupparsi nelle donne di tutte le età, ed anche negli uomini.

Cause Fisiopatologia: 

I fosfolipidi, costituenti di membrane, fanno parte delle sostanze coinvolte nella cascata di reazioni che determina la formazione dei coaguli durante un sanguinamento.
In questa sindrome, è presente un movimento auto-anticorpale diretto sia contro i fosfolipidi che contro le proteine plasmatiche che legano i fosfolipidi.
La sindrome antifosfolipidi può essere primitiva, se non sono presenti altre malattie aurìtoimmuni, come ad esempio il Lupus Eritematoso Sistemico; secondaria se coesiste ad altre malattie autoimmuni (considerate fattore eziologico della sindrome). La causa della forma primitiva è sconosciuta; tuttavia, sono stati identificati alcuni fattori associati a sviluppo di anticorpi antifosfolipidi (anche se non della sindrome). Essi sono:

  • Infezioni: i soggetti affetti da sifilide, infezione da HIV, epatite C e malaria presentano una maggiore incidenza di anticorpi antifosfolipidi.
  • Farmaci: l’assunzione di alcuni farmaci come l’idralazina (antipertensivo) la fenitoina (antiepilettico) e l’amoxicillina (antibiotico) può essere responsabile di un aumento del rischio.
  • Predisposizione genetica: anche se la sindrome non è ereditaria, gli studi epidemiologici e genetici indicano che i parenti di pazienti affetti da questa sindrome presentano più frequentemente anticorpi antifosfolipidi.

Manifestazioni cliniche sintomatologia e segni: 

I segni ed i sintomi che si sviluppano nel corso della sindrome antifosfolipidi dipendono dal punto dove il trombo si forma o ferma (embolo). Avremo quindi un quadro di:

  • Trombosi venosa profonda se il trombo interessa le gambe
  • Embolia polmonare se il trombo interessa il circolo polmonare
  • Ictus se il trombo interessa il territorio cerebrale
  • Aborti ripetuti, pre-eclampsia, parti prematuri se il difetto circolatorio interessa il circolo placentare o uterino.

Oltre a questi sintomi più eclatanti, esiste una sintomatologia minore caratterizzata da

  • Sintomi neurologici come cefalea cronica, emicrania, demenza, crisi convulsive, quando un coagulo ematico ostruisce il flusso sanguigno per un distretto cerebrale;
  • Rash cutanei a livello delle ginocchia e dei polsi con aspetto a rete (livedo reticularis);
  • Malattia cardiovascolare caratterizzata da valvulopatie (presenti in circa 1/3 di pazienti affetti da questa sindrome). La valvola mitrale diventa insufficiente, per lo sviluppo di masse o ispessimenti, responsabili della imperfetta chiusura e quindi del rigurgito; può essere interessata anche la valvola aortica;
  • Emorragie per piastrinopenia, in genere localizzate a naso e gengive. I fenomeni emorragici possono essere presenti anche a livello cutaneo con comparsa di petecchie (piccole lesioni rosse) o ecchimosi anche spontanee.

Meno frequenti, come sintomi e segni sono

  • Disturbi dei movimenti di tipo coreico che interessano tronco ed arti (nuclei della base?);
  • Disturbi cognitivi interessamento multi-infartuale di aree cerebrali deputate alle funzioni superiori;
  • Improvvisa perdita dell’udito;
  • Disturbi mentali come depressione o psicosi.

È possibile avere gli autoanticorpi associati alla sindrome da antifosfolipidi, senza sviluppare mai segni e/o sintomi; tuttavia se gli anticorpi sono presenti, il rischio di sviluppare un trombo aumenta particolarmente in caso di

  • gravidanza
  • immobilità per lungo tempo (ad es. stare seduti a lungo in aereo)
  • sottoporsi ad un intervento chirurgico
  • fumare
  • avere pressione sanguigna o <colesterolo alto
  • assumere contraccettivi orali.

Indagini laboratorio anatomia patologica procedure diagnostiche: 

La ricerca degli anticorpi specifici nel sangue deve essere effettuata in tutti i soggetti che presentino episodi di trombosi ripetute o di gravidanze interrotte.
L’eventuale positività deve essere confermata con un secondo prelievo a distanza di 10-12 settimane.

Trattamento: 

In genere questa sindrome viene affrontata con la prescrizione di antiaggreganti come, ad es., l’aspirina a basse dosi.
In caso di trombosi, la terapia iniziale prevede la somministrazione di eparina e warfarin, per passare poi al solo warfarin, la cui assunzione dovrà durare per sempre, con dosi da adattare periodicamente in base all’INR. La terapia anticoagulante è particolarmente complessa durante la gravidanza:

  • l’eparina presenta un’azione anticoagulante che compare molto più rapidamente rispetto al warfarin; è sicura in gravidanza, e la somministrazione è diventata comoda con l’introduzione delle eparine a basso peso molecolare (enoxaparina, deltaparina);
  • il warfarin è più comodo da assumere, rispetto all’eparina, essendo in forma di pillola, ma dal momento che può essere responsabile di malformazioni congenite, difficilmente viene utilizzato.

Misure generali igienico dietetiche: 

I soggetti affetti da sindrome da anticorpi antifosfolipidi, se in terapia anticoagulante, devono osservare alcune precauzioni:

  • evitare sport da contatto ed altre attività che possano essere pericolose o che possano facilmente essere responsabili di traumi
  • usare spazzolini per denti a setole morbide e filo cerato
  • radersi con rasoio elettrico
  • fare attenzione ogni volta che si usano coltelli, forbici, ed ogni oggetto tagliente.

Se il soggetto non assume anticoagulanti, deve mantenere basso i livelli del colesterolo per ridurre la possibilità di ictus o infarti. In caso di immobilità forzata deve adottare tutte le misure necessarie alla prevenzione della trombosi venosa profonda; non deve fumare.

Farmaci di scelta: 

Vedi “Trattamento”.

Complicanze: 

Dipendono dall’organo interessato del processo trombotico che ne compromette il flusso sanguigno, potendo arrivare al danno permanente o alla morte.

  • Insufficienza renale deriva dalla riduzione del flusso sanguigno a livello renale.
  • Ictus (stroke) che deriva dall’ischemia cerebrale, con danno neurologico permanente (cognitivo o motorio) e sintomatologia legata al territorio compromesso dal mancato afflusso di sangue (i sintomi di esordio sono l’improvvisa comparsa di intorpidimento, debolezza o paralisi di faccia, braccio, gamba, difficoltà del linguaggio, disturbi visivi, cefalea grave e vertigini).
  • Problemi cardiovascolari la formazione del trombo a livello delle gambe (trombosi venosa profonda) si manifesta, in acuto, con gonfiore, dolore, iperemia della vena interessata, associati a febbre, leucocitosi ed aumento degli indici infiammatori; in seguito si instaura un’insufficienza venosa cronica, con edema cronico ed alterazione del normale colorito delle gambe, per l’alterazione del flusso verso il cuore; anche il cuore può essere danneggiato.
  • Problemi polmonari ipertensione polmonare ed embolia polmonare (improvvisa comparsa di dispnea con dolore toracico e, talora, espettorato striato di sangue).
  • Complicanze della gravidanza possono essere presenti aborti ripetuti, parti prematuri, mortalità perinatale, ed ipertensione in gravidanza (pre-eclampsia).

Icd-9-cm: 

795.79 Altri non specificati reperti immunologici non specifici.