Studio Sonnino
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Lunedì 09,00 - 11,30
Martedì 16.00 - 19.00
Mercoledì 16,00 - 19,00
Giovedì C H I U S O
Venerdì 09.00 - 11.30

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Studio Latina
Largo Peri

Lunedì 17.30 - 19.30
Martedì 09.30 - 11.00
Mercoledì 09.30 - 11.00
Giovedì 17.30 - 19.00
Venerdì 17.30 - 19.00

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Studio Sabotino Residence Foceverde

Lunedì

15,30 - 17,00

Martedì 07,30 - 09,00
Mercoledì

07,30 - 09,00

Giovedì 15,30 - 17,00
Venerdì 15,30 - 17,00

 

PostHeaderIcon SINDROME DA DEMENZA PUGILISTICA

Descrizione: 

È stata riportata in soggetti con ripetuti episodi di trauma cranico e non è limitata ai pugili. La severità del trauma cranico la durata dell’eventuale perdita di coscienza aumentano il rischio di demenza post-traumatica.
Un trauma cranico severo incrementa inoltre il rischio indipendente di malattia di Alzheimer soprattutto nei portatori dell’allele apoE4.

Sistemi coinvolti: 

SNC.

Epidemiologia incidenza e prevalenza età prevalente sesso: 

Incidenza e prevalenza ignote. 60 anni. Sesso maschile.

Genetica: 

Prevalenza dell’allele apoE4.

Cause Fisiopatologia: 

Il quadro neuropsicologico rivela una disfunzione cognitiva frontotemporale grave (sindrome disesecutiva) come risultato di una diffusa perdita assonale che interrompe i circuiti frontotemporali e quelli cortico-sottocorticali (diffuse axonal injury).

Fattori di rischio: 

La severità del trauma cranico e la durata dell’eventuale perdita di coscienza aumentano il rischio di demenza post-traumatica. Un trauma cranico severo incrementa inoltre il rischio indipendente di malattia di Alzheimer soprattutto nei portatori dell’allele apoE4.

Manifestazioni cliniche sintomatologia e segni: 

Nella demenza pugilistica l’esordio dei sintomi in genere prevale a fine carriera a volte diversi anni dopo aver completato e lasciato la carriera professionistica.
I disturbi prevalenti includono sia segni corticali come disturbi mnesici più o meno gravi che sottocorticali che si associano ad un quadro di Parkinsonismo severo con rallentamento ideomotorio e varia combinazione di segni extrapiramidali. Sono pertanto presenti sia deficit corticali come dismnesie che sottocorticali come bradipsichismo variabile legato al rallentamento dei processi ideomotori e dei cambi rapidi di task.
Il linguaggio è generalmente preservato per quanto segni pseudo focali possono associarsi (deficit visuo-spaziali, disprassici, dismnesici modalità specifici) in relazione alla localizzazione del trauma.
Un elemento aggiuntivo è rappresentato dai disturbi di personalità con aggressività e disinibizione oltre ad agitazione psicomotoria e sindrome di Kluver-Bucy (legata al livello di danno corticale a carico dei lobi frontali e temporali).
Infine un danno cortico-sottocorticale importante può associarsi a depressione e abulìa.

Decorso: 

Progressivo ed ingravescente.

Diagnosi: 

Clinica, RM encefalo, Spect cerebrale di flusso.

Diagnosi differenziale: 

Demenza vascolare, malattia di Alzheimer.

Indagini laboratorio anatomia patologica procedure diagnostiche: 

Prevalenza dell’apoE4. Reperto compatibile con danno assonale diffuso.
Clinica, RM encefalo, valutazione neuropsicologica.

Imaging radiologia endoscopia: 

RM encefalo. Endoscopia non prevista.

Trattamento: 

Farmacologico.

Misure generali chirurgiche: 

Nessuna.

Misure generali igienico dietetiche: 

Nessuna.

Farmaci di scelta: 

Antipsicotici per i disturbi comportamentali ed inibitori delle colinesterasi sia per i disturbi comportamentali che per quelli cognitivi.

Complicanze: 

Grave perdita dell’autonomia funzionale.

Icd-9-cm: 

294.11 Demenza in condizioni patologiche classificate altrove, con disturbi comportamentali.