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PostHeaderIcon SINDROME DEL CRI-DU-CHAT

Descrizione: 

È una malattia genetica che dipende dalla delezione di dimensioni variabili che si verifica sul braccio corto del cromosoma 5 (5p-).
Caratterizzata dal tipico pianto con un iperacuto, richiama il miagolio del gatto, si associa inoltre a ritardo dello sviluppo psicomotorio con ritardo mentale e dismorfia facciale legata a mcrocefalia, micrognazia, presenza degli epicanti, dermatoglifi anomali, oltre a serie malformazioni cardiache, neurologiche, sindattilia, ipospadia, criptorchidismo.

Sistemi coinvolti: 

SNC, laringe, cuore, sistema osteoarticolare.

Epidemiologia incidenza e prevalenza età prevalente sesso: 

Incidenza di 1:15-50.000; la prevalenza è di 1:350 su una popolazione di 6000 pazienti ritardati. Età prevalente: alla nascita. Nessuna prevalenza di sesso.

Genetica: 

La delezione del 5p terminale è riscontrata nell'80% dei casi. Tale regione contiene una grande quantità di ripetizioni che possono spiegare la sua instabilità.
Proteine con funzioni critiche, la cui mutazione è stata riscontrata in sottopopolazioni di pazienti sono:
a. semaforina F (SEMAF) implicata nella migrazione neuronale,
b. delta-catenina (CTNND2) implicata nella motilità neuronale embrionale è stata correlata con il ritardo mentale,
c. transcriptasi inversa della telomerasi implicata nella proliferazione cellulare ma senza un tratto fenotipico particolare.
In conclusione, un fenotipo clinico più severo si riscontra in casi con una delezione più estesa.

Cause Fisiopatologia: 

La presenza di delezioni di varia entità a livello del braccio corto del cromosoma 5 spiega la variabilità del fenotipo clinico oltre all'occorrenza di particolari disturbi (sono state, attraverso tecniche di genetica molecolare, individuate due regioni critiche: una per i dismorfismi facciali, la microcefalia e il ritardo mentale a livello di 15p.2 e l'altra per il tipico pianto in regione p15.3). Pertanto l'esistenza di sottoinsiemi clinici legati con particolari delezioni ha conseguenze diagnostiche e prognostiche.

Fattori di rischio: 

Delezione de novo.

Manifestazioni cliniche sintomatologia e segni: 

Presentano variabilità individuale.
Alla nascita:

  • microcefalia (83.5%),
  • radice nasale ampia (87.2%),
  • ipertelorismo (81.4%),
  • presenza di epicanti (90.2%),
  • rime labiali rivolte verso il basso (81%),
  • impianto basso delle orecchie (70%),
  • micrognazia (97%),
  • pianto tipico (96%) generalmente legato ad anomalie della laringe che è piccola, stretta, a forma di diamante oltre all'epiglottide generalmente ipotonica.

Con l'età:

  • strabismo divergente (44.7%),
  • malocclusione dentale con open bite (75%),
  • rime palpebrali si orizzontalizzano (70%),
  • arcate sopraccigliari prominenti (31%)

Nel giovane adulto: l'ipotonia diviene ipertonia, la microcefalia diviene sempre più evidente. Le crisi convulsive si presentano in maniera immancabile. Si verifica, allo stesso tempo, una graduale atrofizzazione del tronco che coinvolge il ponte, il cervelletto, i peduncoli cerebellari medi e la sostanza bianca cerebellare. Le complicanze metaboliche nel giovane non sono infrequenti e, talvolta, un difetto nella biosintesi delle purine può manifestarsi con iperglicemia non chetoacidosica, spasmi infantili ed ipsaritmia.

Profilo di sviluppo psicomotorio: per quanto riguarda le autonomie funzionali, questi pazienti possono lasciarsi intorno ai tre anni e una piccola minoranza un po' più tardi. Da un punto di vista linguistico solo a 5 anni, il 50% è in grado di formulare brevi frasi così come l'autonomia nel vestirsi e mangiare può riguardare la stessa frazione di pazienti alla stessa età. Il profilo comportamentale può essere molto variabile, comprendendo casi in cui il temperamento gentile ed affezionato prevalgono sulle condotte autolesionistiche, di marcato e quasi rituale attaccamento agli oggetti ed ipersensibilità ai suoni. Nel 50% di questi pazienti è comunque presente iperattività.

Decorso: 

Progressivo.

Diagnosi: 

La diagnosi è clinica. In generale, la dismorfia facciale in associazione con l'ipotonia e il tipico pianto del gatto sono suggestivi. Pertanto, alla nascita è già possibile orientarsi, mentre un'analisi del cariotipo su sangue periferico confermerà la diagnosi.

Diagnosi differenziale: 

Analisi del cariotipo, chromosome walking per la ricerca di delezioni. Anatomia patologica: irrilevante. Il counseling genetico non è rilevante dal momento che i casi di una delezione de novo sono la maggioranza.
Al contrario, la diagnosi prenatale è indicata in madri con figli affetti per le quali un'analisi del cariotipo può evidenziare una traslocazione familiare bilanciata. Infine, non tutte le delezioni del braccio 5p risultano nella sindrome clinica. Ci sono soggetti con brevi delezioni terminali che hanno un ritardo psicomotorio moderato.

Indagini laboratorio anatomia patologica procedure diagnostiche: 

Abiorofia delle strutture sottotentoriali evidente nell'adolescenza. Endoscopia non prevista.

Imaging radiologia endoscopia: 

Programmi riabilitativi importanti già alla nascita per i problemi nella suzione e nella deglutizione.

Trattamento: 

Nelle malformazioni un approccio chirurgico deve ottemperare il rischio anestesiologico legato alle difficoltà di intubazione legata alle malformazioni della laringe e dell'epiglottide.

Misure generali chirurgiche: 

La riabilitazione precoce è raccomandata (terapia fisica, psicomotricità) come misura terapeutica e preventiva.

Misure generali igienico dietetiche: 

Autolesionismo e grave ritardo mentale.

Farmaci di scelta: 

758.31 Sindrome del Cri-du-chat.