SINDROME DI SJÖGREN
La Sindrome di Sjögren è una malattia autoimmune sistemica che coinvolge le ghiandole esocrine, caratterizzata da un infiltrato linfoplasmocellulare responsabile della progressiva perdita della funzionalità ghiandolare.
Può essere primaria, caratterizzata da coinvolgimento delle ghiandole esocrine con o senza interessamento sistemico; o secondaria, associata ad altre malattie autoimmuni (Artrite Reumatoide, LES, Sclerodermia, Vasculiti, Connettiviti).
Apparato ghiandolare esocrino. Apparato respiratorio. Apparato urinario. Apparato locomotore.
La prevalenza della Sindrome di Sjögren nella popolazione generale non è precisamente valutata: si stima che la prevalenza della forma primitiva sia del 0.3-1.5%; ma nella popolazione geriatrica è stata stimata una prevalenza del 3%.
La malattia si manifesta più frequentemente in donne di età compresa tra i 40 e 50 anni (rapporto femmine: maschi di 9:1).
Le manifestazioni cliniche all’esordio possono essere aspecifiche e comparire molti anni prima della diagnosi definitiva.
Le manifestazioni iniziali di sindrome di Sjögren primaria sono principalmente:
- Secchezza oculare soggettiva (47%),
- Soggettiva secchezza delle fauci (42.5%),
- Artralgie/ artriti (28%),
- Tumor parotideo (24%),
- Fenomeno di Raynaud (21%),
- Febbre/astenia (10%),
- Dispareunia (5%),
- Interessamento polmonare (10,5%),
- Interessamento renale (1.5%)
- Interessamento oculare: il paziente riferisce bruciore oculare, prurito, arrossamento, sensazione di corpo estraneo (sabbia) e fotofobia; obiettivamente si rileva un quadro di cheratocongiuntivite secca, non specifico per Sindrome di Sjögren, ma che deve essere indagata con test facilmente applicabili, ma anche scarsamente specifici perchè possono essere influenzati da diversi fattori quali condizioni ambientali, età, ansia, depressione, uso di psicofarmaci.
- Le complicanze oculari comprendono: la congiuntivite infettiva (in genere stafilococcica), le ulcerazioni corneali, l'uveite posteriore.
- Interessamento orofaringeo: la riduzione della secrezione salivare (xerostomia) è responsabile della sensazione di secchezza orale, delle alterazione del gusto, dell'aumento di carie dentarie, che il paziente riferisce. Nel 60% dei casi l’esame obiettivo rivela una tumefazione delle parotidi che, all'esordio della malattia, può essere monolaterale e in seguito divenire bilaterale.
Le principali manifestazioni extraghiandolari nella sindrome di Sjögren sono:
- Artralgie/artriti (60-70%),
- Fenomeno di Raynaud (35-40%),
- Linfoadenopatia (15-20%),
- Coinvolgimento polmonare (10-20%),
- Coinvolgimento renale (10-15%),
- Vasculite (5-10%),
- Coinvolgimento epatico (5 -10%),
- Linfoma (5-8%),
- Neuropatie periferiche (2-5%),
- Miosite (1-2%).
- Interessamento osteoarticolare: il 60-70% dei pazienti presenta nel corso della malattia episodi di artite, artralgie e morning stiffness.
- Interessamento cutaneo: il fenomeno di Raynaud è presente nel 35% dei pazienti, con aspetto edematoso delle mani, in assenza di teleangectasie e ulcere digitali; può essere associato a porpora ipergammaglobulinemica ed eritema anulare.
- Interessamento del sistema nervoso: ad essere coinvolto dalla sindrome di Sjögren è generalmente il sistema nervoso periferico, con disturbi quali la sindrome del tunnel carpale, la neuropatia periferica e la neuropatia cranica. Nella sindrome del tunnel carpale i tessuti infiammati dell’avambraccio premono sul nervo mediano, causando dolore, intorpidimento, parestesie (senso di “pizzicottamento”) e qualche volta debolezza muscolare a livelo di pollice, indice e medio.. Nella neuropatia periferica un la reazione immune danneggia i nervi delle braccia o delle gambe, causando lo stesso tipo di sintomi. Qualche volta, peraltro, i nervi sono danneggiati per l’interessamento, da parte del processo autoimmune, dei vasa nervorum che, infiammati cessano di fornire sangue. Nella neuropatia cranica, infine, il danno neurologico è responsabile di sintomatologia dolorosa al viso, perdita di sensibilità alla faccia, alla lingua, agli occhi, alle orecchie o alla gola, perdita di gusto e olfatto. I problemi nervosi vengono trattati con farmaci antidolorifici (FANS) e, se necessario, con steroidi o altre sostanze utili a controllare le infiammazioni.
Vanno escluse altre cause di xerostomia o tumor parotideo, quali: infezioni virali (HIV, HCV), sarcoidosi, neoplasie, endocrinopatie (diabete mellito, acromegalia, iperlipoproteinemie ...), terapia con antiipertensivi o parasimpaticolitici.
- Interessamento oculare: Test di Schirmer che valuta il pool lacrimale, tramite una striscia di carta bibula messa a contatto con la ghiandola lacrimale inferiore. Il test risulta positivo se, dopo 5 minuti, la striscia è imbibita meno di 5 mm; Break-Up Time Test (BUT) che si esegue colorando il film corneale con fluoresceina e osservando la sua rottura con lampada a fessura. Valuta quindi l'alterazione del film lacrimale. Un tempo di rottura inferiore a 10 secondi è da considerarsi patologico; Rosa Bengala Test che evidenzia le cellule dell'epitelio congiuntivale e corneale danneggiate o con scarsa vitalità. All'osservazione alla lampada a fessura emerge un quadro di cheratite filamentosa o punctata.
- Interessamento orofaringeo: Le indagini da eseguire sono: scialografia che si esegue introducendo un mezzo di contrasto idrosolubile nel dotto di Stesone: i reperti tipici sono scialectasie, restringimenti del dotto di Stenone o dei dotti principali, oppure microcalcificazioni e marcata ritenzione del mezzo di contrasto dopo stimolo acido (succo di limone); biopsia delle ghiandole salivari minori che rappresenta l’indagine più specifica per S. di Sjögren se il prelievo comprende 5-10 ghiandole, con il tessuto connettivo circostante; il tessuto presenta infiltrati linfocitari, con un focus score >1.
- Interessamento cutaneo: Le indagini da eseguire sono: emocromo con formula e piastrine (in genere si riscontra un’anemia normocromica e normocitica e linfo-leucopenia); elettroforesi delle proteine sieriche, con dosaggio delle classi anticorpali (il reperto più frequente è un’ipergammaglobulinemia policlonale specie a carico delle IgG e IgA); VES (in genere aumentata); complementemia (si riscontra, in genere, una riduzione di C3 e C4); ANA (sono presenti nelle forme secondarie con reperti specifici della collagenopatia associata); ENA (anti-SSA e anti-SSB, specifici, sono presenti, spesso anche insieme, nel 50-70% dei casi di Sindrome di Sjögren primaria); capillaroscopia; glicemia; crioglobulinemia.
Interessamento osteoarticolare: radiografia osteoarticolare, che non evidenzia alterazioni erosive.
Preventivo: igiene orale, visite oculistiche periodiche, umidificazione degli ambienti.
Sintomatico: per il trattamento della secchezza oculare è consigliato l'uso di lacrime artificiali a base di metilcellulosa o di polivinil alcol.
- Come detto, le lacrime artificiali - prodotte in diversi tipi di densità - possono essere di aiuto, anche se, durante la notte, può dare maggiore sollievo un unguento per gli occhi. Vi è anche l’alternativa di un intervento chirurgico che chiuda i condotti lacrimali di scarico (occlusione puntuale).
- Alcuni suggerimenti possono essere utili:
- non usare lacrime artificiali che irritano gli occhi (gocce senza conservanti possono risultare migliori);
- sbattere le palpebre diverse volte al minuto, quando si legge o si lavora al computer;
- proteggere gli occhi da soffi d’aria, brezze e vento;
- umidificare il locale dove si trascorre la maggior parte del tempo, compresa la camera da letto, o installare un umidificatore direttamente negli impianti di riscaldamento e condizionamento d’aria;
- non fumare e non sostare in locali dove si fuma;
- mettere il mascara solo sulla punta delle ciglia, in modo che non penetri negli occhi. Se si usano matita od ombretto, metterli solo sulla pelle al di sopra delle ciglia, non sulla pelle molto delicata al di sotto delle ciglia; per il trattamento della secchezza orale è consigliata la frequente assunzione di liquidi, l'uso di spray o gel idratanti del cavo orale. Le ghiandole salivari che producono ancora un po’ di saliva possono essere stimolate a produrne di più, masticando ad esempio un chewing gum o sciogliendo in bocca una caramella dura; entrambe devono essere senza zucchero, dato che - come detto - la secchezza espone particolarmente all’insorgenza di carie dentarie. È utile poi bere piccoli sorsi d’acqua o di altre bevande senza zucchero, spesso nell’arco della giornata, per umidificare la bocca, specialmente quando si mangia o si parla molto. Piccoli sorsi, si è detto, non grandi quantità di liquidi nel corso della giornata, perché in questo caso, anzi, si urina più frequentemente e questo rischia di rimuovere il muco a livello del cavo orale, provocando una secchezza anche maggiore. Si possono inoltre ammorbidire le labbra secche e screpolate con l’uso di burro cacao, balsami o rossetti oleosi. Se la bocca è dolorante, si può ricorrere alla somministrazione del farmaco sotto forma di collutorio, unguento o gel da applicare alle zone infiammate. Se invece la persona non produce per niente saliva (o pochissima), si può prescrivere un sostituto della saliva stessa. Esistono almeno due farmaci che stimolano le ghiandole a produrre saliva, la pilocarpina e la cevimelina, i cui effetti durano alcune ore. Non sono però adatti a tutti e la loro assunzione deve avvenire sotto controllo medico. Le persone con la bocca secca sono più esposte ad infezioni quali la candidosi, da trattare con farmaci fungicidi. Tenendo conto infine che in genere è la saliva naturale a contenere sostanze che eliminano dalla bocca i batteri (causa di carie e infezioni), è di estrema importanza un'igiene orale particolarmente accurata.
Sistemico: la terapia delle manifestazioni extraghiandolari consiste nell’uso dei FANS o dei corticosteroidi a basse dosi per controllare le artralgie o l’astenia.
L’idrossiclorochina può favorire la riduzione della sintesi autoanticorpale e potrebbe anche prevenire le manifestazioni sistemiche della malattia e lo sviluppo di linfomi.
Gli steroidi a dosi elevate, il metotrexate, la ciclosporina A e la ciclofosfamide sono indicati nel trattamento delle manifestazioni più severe di malattia come la vasculite o la glomerulonefrite.
Vedi “Trattamento”.
È importante ricordare che circa il 5% delle persone affette da sindrome di Sjögren sviluppa un linfoma, il cui sintomo più frequente è una tumefazione non dolente dei linfonodi di collo, cavo ascellare o inguine.
Nella fattispecie della Sjögren, quando si presenta, il linfoma spesso colpisce le ghiandole salivari e un ingrossamento persistente di queste ultime merita senz’altro ulteriori indagini.
Altri sintomi (febbre inspiegabile, sudori notturni, costante stanchezza, perdita di peso, prurito o chiazze arrossate sulla pelle) non sono segni certi di linfoma, ma sicuramente degni di approfondimento.
710.2 Malattia di Sjögren.